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Andrea del Verrocchio
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Attivo soprattutto alla corte di mwcqLorenzo de' Medici, alla sua bottega si formarono allievi come mwcgLeonardo da Vinci, mwcwSandro Botticelli, mwdaPietro Perugino, mwdqDomenico Ghirlandaio, mwdgFrancesco Botticini, mwdwFrancesco di Simone Ferrucci, mweaLorenzo di Credi, mweqBartolomeo della Gatta, mwegLuca Signorelli. Rivestì un ruolo importante nella tendenza a misurarsi con diverse tecniche artistiche, manifestatesi nella mwewFirenze di fine mwfaQuattrocento, e infatti la sua bottega divenne polivalente, con opere di pittura, scultura, oreficeria e decorazione, così da poter far fronte all'insistente domanda proveniente da tutta l'Italia di prodotti fiorentini.
Contents
• Note
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Biografia
Nacque a mwhgFirenze tra il 1434 e il 1437 nella parrocchia di mwhwSant'Ambrogio (la sua casa natale si trova oggi tra via dell'Agnolo e via de' Macci). Sua madre Gemma mise al mondo otto figli ed Andrea fu il quinto. Il padre, Michele di Cione, era fabbricante di piastrelle e successivamente esattore delle tasse. Durante la sua infanzia, nell'agosto del 1452, uccise senza volerlo un suo compagno di giochi (Antonino, figlio di Domenico di Antonio) lanciando sassi per scherzo insieme ad altri amici.cite-ref-2[2]
Andrea non si sposò mai e dovette provvedere al sostentamento di alcuni tra i suoi fratelli e sorelle, a causa dei problemi economici della sua famiglia. La sua notorietà crebbe notevolmente quando venne accolto alla corte di mwjqPiero e mwjgLorenzo de' Medici, dove rimase fino a pochi anni prima della sua morte, quando si spostò a mwjwVenezia, pur mantenendo la sua bottega fiorentina.
Il primo documento che lo cita risale al mwkq1452 ed è relativo ad una rissa dove egli risulta innocente dall'accusa di avere ucciso con un sasso un ragazzo quattordicenne, tale Antonio di Domenico. Suo fratello Simone fu un mwkgmonaco di Vallombrosa e divenne abate di mwkwSan Salvi. Un fratello fu operaio tessile e una sorella sposò un barbiere. Iniziò a lavorare come orafo, nella bottega di Giuliano Verrocchio, dal quale sembra che Andrea abbia in seguito preso il cognome. I suoi primi approcci alla mwlqpittura risalirebbero alla metà degli mwlganni 1460 quando lavorò a mwlwPrato con Fra mwmaFilippo Lippi nel coro del mwmqDuomo. Resta famosa una denuncia anonima di mwmgsodomia che coinvolse quello che diventerà probabilmente il più famoso tra gli allievi della sua bottega: il giovane mwmwLeonardo da Vinci.
Le prime opere autonome
Nel mwng1465 circa scolpì il lavabo della mwnwSagrestia Vecchia di mwoaSan Lorenzo, mentre tra il mwoq1465 e il mwog1467 eseguì il monumento funebre di mwowCosimo de' Medici nella cripta sotto l'altare della stessa chiesa e nel mwpa1472 terminò il mwpqmonumento funebre per mwpgPiero e mwpwGiovanni de' Medici. Lo scultore sceglie di sistemare il sarcofago entro un'arcata completata da un reticolo bronzeo, che ha la funzione di mediare la luce. Grazie a questo espediente il sarcofago risalta sia per la policromia dei materiali che per la raffinatissima fattura degli elementi naturalistici. Gli elementi in bronzo completano il monumento.
Nel mwqq1466, quando era appena trentenne, il mwqgTribunale di Mercatanzia gli commissionò il gruppo scultoreo dell'mwqwmwraIncredulità di san Tommaso per la mwrqchiesa di Orsanmichele. La nicchia nella quale sono inseriti i due personaggi fu realizzata da mwrgDonatello, e conteneva un mwrwSan Ludovico di Tolosa, oggi nel Museo di mwsaSanta Croce. Nuova è la disposizione in diagonale del gruppo, con il piede di San Tommaso che fuoriesce dal piedistallo. L'espressione dei sentimenti - la dolcezza paterna del Cristomwsq – lo stupore di San Tommasomwsg – viene ribadita e amplificata dalla eccezionale ridondanza dei panneggi: quello del Cristo più dolce, invece agitato e inquieto quello dell'apostolo. Verrocchio anticipa attraverso la caratterizzazione del panneggio e la sottolineatura dei gesti e dei sentimenti, lo stilismo del barocco. L'opera fu terminata nel 1483.
Il Battesimo di Cristo
Lo stile del Verrocchio in pittura è intensamente realistico, con modi ripresi dalla pittura fiamminga, costituito da una linea espressiva e ricca di pathos. Tra il mwva1474 e il mwvq1475 realizzò il mwvgBattesimo di Cristo, ora agli mwvwUffizi, con il giovane allievo mwwaLeonardo da Vinci, che dipinse quasi sicuramente l'angelo di sinistra e i fondali paesistici.
In quest'opera la composizione è triangolare con al vertice la ciotola nella mano di San mwwgGiovanni Battista e come base la linea che collega il piede sinistro del Battista a quello dell'angelo inginocchiato; in essa è inscritta e funge da centro visivo la figura del mwwwCristo in piedi che dà alla scena un movimento rotatorio, accentuato dalla posizione di tre quarti dell'angelo sulla sinistra, che volge le spalle all'osservatore.
In questo angelo è stata riconosciuta la mano di Leonardo, diversa per la grazia e morbidezza rispetto alle altre figure monumentali e definite dalla linea incisiva del contorno; allo stesso modo il paesaggio sullo sfondo aperto su di un'ampia valle percorsa da un fiume, reso con valori atmosferici che ne hanno ammorbidito e sfumato le forme, si differenzia dalle rocce rozzamente squadrate.
L'unico dipinto, totalmente autografo, giunto ai giorni nostri di cui è praticamente certa l'attribuzione al Verrocchio è la mwxgMadonna e bambino con i santi che si trova nella mwxwCattedrale di Pistoia.
Altre sculture
Del mwyg1468 è il candelabro, ora al mwywRijksmuseum di mwzaAmsterdam, realizzato per un corridoio di mwzqPalazzo Vecchio. La base è formata da tre lati, su due dei quali è scritto rispettivamente MAGGIO e GIUGNO, sul terzo vi è la data in numeri romani, mwzg1468. Nei primi anni settanta del Quattrocento compì un viaggio a mwzwRoma.
A partire dalla seconda metà degli mwaqanni 1470 il Verrocchio si dedicò principalmente alla scultura, secondo le leggende narrate dal mwagVasari per via del confronto con il suo allievo Leonardo che aveva superato il maestro. Attenendosi in un primo tempo ai modelli canonici fiorentini, come nel mwawmwbaDavid bronzeo del mwbqBargello, su commissione di mwbgLorenzo e mwbwGiuliano de' Medici del mwca1475 circa, riprese lo stesso soggetto di mwcqDonatello, ma stilisticamente, vista l'idealizzata e goticizzante bellezza, si rifece al mwcgGhiberti, risolvendo il tema dell'eroe cristiano in un paggio cortese.
Nel mwda1477 fu chiamato ad eseguire il cenotafio del cardinale mwdqNiccolò Forteguerri per la mwdgCattedrale di San Zeno a mwdwPistoia, che lasciò incompiutocite-ref-3[3] e per la cui questione attributiva, chiarita in un esauriente studiocite-ref-4[4], mwgaAlberto Busignani ne riporta le vicissitudini alla fine delle quali l'opera, commissionata agli mwgqOperai di Sant'Jacopo dal Comune di Pistoia, cui molti concorsero e per la quale si scomodarono a diversi livelli anche mwggLorenzo il Magnifico e mwgwPiero del Pollaiolo, della quale al Verrocchio spetterebbero «soltanto la figura della speranza e del Dio Padre con gli angeli, di cui forse non fece che il modello» e che alla realizzazione finale concorsero mwhaLorenzo Lotti e altricite-ref-5[5], tutti insieme concorrendo «a fare una cosa goffa anzi che no», così almeno il Vasari valutò.cite-ref-6[6]
Il Putto con delfino
Nel mwlq1478 circa realizzò il mwlgPutto alato con delfino, originariamente destinato a una fontana per la mwlwvilla medicea di Careggi, dove l'acqua usciva dalla bocca del delfino e spruzzava in alto ricadendo, ora conservato a mwmaPalazzo Vecchio. In esso si percepiscono echi del dinamico naturalismo appreso da mwmqDesiderio da Settignano, che lo indirizzò verso la trasfigurazione della materia scultorea in morbide forme levigate, mentre il soggetto deriva dall'antico, ma reinterpretato in un sorridente putto danzante, in precario equilibrio, con il manto che si incolla alla schiena e il ciuffo bagnato, appiccicato alla fronte.
La Dama col mazzolino
Dello stesso periodo è il busto della mwngmwnwDama col mazzolino, dove per evitare una rigida visione frontale e per rendere più dinamica la composizione girò il volto della donna e, grazie all'espediente del taglio del ritratto all'altezza dell'ombelico, poté inserirvi anche le mani. Sempre dello stesso periodo è il rilievo per il monumento funebre di Francesca Tornabuoni per la mwoqbasilica di Santa Maria sopra Minerva a mwogRoma (ora al mwowBargello).
Il Monumento a Bartolomeo Colleoni
Nel mwqw1479 la mwraRepubblica di Venezia decretò la realizzazione di un mwrqmonumento equestre per il condottiero mwrgBartolomeo Colleoni, morto nel 1475, da collocare in mwrwcampo Santi Giovanni e Paolo, nel mwsa1480 ne affidò l'esecuzione ad Andrea Verrocchio, nel mwsq1481 il modello di cera venne mandato a Venezia, dove nel mwsg1486 si trasferì l'artista per attendere alla fusione in bronzo del gruppo. Andrea morì nel mwsw1488 a lavoro non terminato, l'artista aveva nominato erede ed esecutore mwtaLorenzo di Credi, ma egli preferì cedere il lavoro a mwtqAlessandro Leopardi, artista locale. Per la realizzazione del gruppo Andrea si rifece alla mwtgstatua equestre del Gattamelata di mwtwDonatello, alle statue antiche di mwuaMarco Aurelio, dei mwuqcavalli di San Marco e del Reggisole, ma aveva anche presente l'affresco con Giovanni Acuto di mwugPaolo Uccello in mwuwSanta Maria del Fiore.
La statua è inoltre notevole per l'espressione attentamente osservata sul volto del Colleoni: il condottiero, rivestito dall'armatura, si erge in posa solenne e con lo sguardo aggrottato, sottolineato dalla zona d'ombra data dal cimiero; l'effetto dinamico del gruppo è dato dall'incrocio di due diagonali: una, quella formata dal profilo superiore del corpo del cavallo, l'altra, quella che va dal busto del condottiero alla zampa anteriore sinistra del cavallo, piegata ad angolo retto. Il monumento equestre si ispira al Gattamelata di Donatello ma se ne differenzia per la forma aperta, la figura imperiosa fortemente caratterizzata e per nulla idealizzata del condottiero.
Deceduto nel 1488, Andrea del Verrocchio venne sepolto nella mwvgChiesa di Sant'Ambrogio a mwvwFirenze, però oggi vi è presente solo la pietra tombale poiché i suoi resti sono andati perduti.
Altre opere
Gli viene inoltre attribuita la mwxgMadonna Ruskin della mwxwNational Gallery of Scotland a mwyaEdimburgo, datata al mwyq1470 e alla sua bottega sono da riferire le tavole della mwygNational Gallery di Londra con mwywmwzaTobiolo e l'angelo, realizzata tra il mwzq1470 e il mwzg1480 e la mwzwMadonna col Bambino e due angeli del 1470 circa.
• mw0gMadonna col Bambino, 1466-1470 circa, tempera su tavola, 75,5x54,8mw0w cm, mw1aBerlino, mw1qStaatliche Museen, mw1gGemäldegalerie
• mw2amw2qIncredulità di san Tommaso, 1466-1483, bronzo, altezza 230mw2g cm, mw2wFirenze, mw3aOrsanmichele
• mw3gTomba di Cosimo il Vecchio, 1467, marmo bianco, porfido rosso e verde, bronzo, laterizi e forse tegoli, 265x318 cm, mw3wFirenze, pilone nella cripta di mw4aSan Lorenzo
• mw4gmw4wMadonna del Latte, 1467-1469 circa, tempera su tavola, 69,2x49,8cm, mw5aLondra, mw5qNational Gallery
• mw5wmw6aTomba di Giovanni e Piero de' Medici, 1469-1472, marmo bianco, porfido rosso e verde, bronzo, laterizi e mw6qpietra serena, mw6gFirenze, mw6wchiesa di San Lorenzo
• mw8gmw8wTobiolo e l'angelo, 1470-1480, tempera su tavola, 84x66 cm, mw9aLondra, mw9qNational Gallery
• mw9wMadonna col Bambino, copia da Andrea del Verrocchio, 1470-1480 circa, tempera su tavola, 78,1x53,6mw-a cm, mw-qWashington, mw-gNational Gallery of Art
• mw-amw-qMadonna di Piazza (con mw-gLorenzo di Credi e altri), 1474-1486, tempera su tavola, mw-wPistoia, mwaqaCattedrale di San Zeno
• mwaqiMadonna con Bambino (opera di bottega con interventi probabili di mwaqqLorenzo di Credi e forse mwaquLeonardo da Vinci), olio su tavola, mwaqyCamaldoli, Museo
• mwaqgmwaqkDavid, 1475 circa, bronzo altezza 126cm, mwaqoFirenze, mwaqsMuseo nazionale del Bargello
• mwaq0mwaq4Battesimo di Cristo (con mwaq8Leonardo da Vinci e altri), 1475-1478 circa, olio su tavola, 180x152 cm, mwaraFirenze, mwareGalleria degli Uffizi
• mwarmGiuliano de' Medici, attribuzione, 1475-1478, terracotta, 61x66x28,3cm, mwarqWashington, mwaruNational Gallery of Art
• mwarcmwargDama col mazzolino, 1475-1480, marmo, 61cm, mwarkFirenze, mwaroMuseo nazionale del Bargello
• mwarwMadonna col Bambino e due angeli, 1476-1478 circa, tempera su tavola, 96,5x70,5cm, mwar0Londra, mwar4National Gallery
• mwasamwaseDecollazione del Battista, 1477-1480, argento e smalti montati su supporto ligneo, 31,5x42 cm, mwasiFirenze, mwasmMuseo dell'Opera del Duomo
• mwasumwasyMonumento equestre a Bartolomeo Colleoni, 1479-1483, bronzo, mwascVenezia, mwasgCampo San Zanipolo
• mwasoBusto di Lorenzo il Magnifico, 1480, terracotta dipinta, mwassWashington, mwaswNational Gallery of Art
• mwas4Angelo, terracotta, 36,5x32,8, mwas8Parigi, mwataMuseo del Louvre
• mwatiAngelo (opera di bottega), 37x34 cm, mwatmParigi, mwatqMuseo del Louvre
• mwatyBusto di Piero di Lorenzo de' Medici, terracotta, mwatcFirenze, mwatgMuseo nazionale del Bargello
• mwatoCrocifisso, legno stuccato e ingessato, sughero e tela di lino ingessata e dipinta, 87cm, mwatsFirenze, mwatwMuseo nazionale del Bargello
• mwat4mwat8Testa di fanciullo che guarda verso il basso, 1470-1475, disegno a matita bianco su carta, 28,3x20 cm, mwauaFirenze, mwaueGabinetto dei Disegni e delle Stampe
• mwaummwauqTesta di donna con elaborata pettinatura, disegno a carboncino e biacca, 32,5x27,3cm, mwauuLondra, mwauyBritish Museum
• mwaugmwaukTesta di donna col volto chino, disegno su carta con matita nera e lumeggiature bianche, bucato per il trasferimento a mwauospolvero su parete, 40,8x32,7cm, mwausOxford, mwauwChrist Church Gallery
• mwau4Testa muliebre, disegno, 26,7x22,5cm, mwau8Parigi, mwavaMuseo del Louvre
• mwaviMadonna col Bambino (attribuita al Verrocchio o a mwavmAntonio del Pollaiolo), pannello dipinto, mwavqSan Pietroburgo, mwavuMuseo dell'Ermitage
• mwavwResurrezione di Cristo, terracotta policroma, 135x150 cm, mwav0Firenze, mwav4Museo nazionale del Bargello
• mwawaSan Girolamo, attribuito alla cerchia del Verrocchio, affresco, mwawePistoia, mwawichiesa di San Domenico
• mwawqFanciullo dormiente, terracotta, 36x58 cm, mwawuBerlino, mwawyStaatliche Museen
• mwawgmwawkCinque putti che giocano, disegno a inchiostro, 15,8x20,9cm, mwawoParigi, mwawsMuseo del Louvre
• mwaw0Venere e Cupido, con Leonardo da Vinci, punta metallica e matita nera su carta avorio, 14,8x25,9cm, mwaw4Firenze, mwaw8Galleria degli Uffizi
• mwaxeVasca Medici (attribuita a Verrocchio o alla bottega di Donatello), 1440-1460 circa, 167cm più plinto di 34cm, mwaxiFirenze, mwaxmSan Lorenzo, mwaxqSagrestia Vecchia
• mwaxyScudiero reggistemma, (di bottega), ultimo quarto del XV secolo, mwaxcLa Spezia, mwaxgMuseo civico Amedeo Lia
• mwaxoMadonna col Bambino, marmo 1455-1468 Solarolo (RA) Municipio, Sala Consiliare
Note
cite-note-11. ↑ citereftreccani-andrea-del-verrocchiomwayemwayiVerròcchio, Andrea del, in mwaymTreccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
cite-note-22. ↑ mwaycmwaygVerrocchio il maestro di Leonardo.
cite-note-33. ↑ citerefdbiLuigi Grassi, mwaywmway0ANDREA di Michele, detto il Verrocchio, in mway4mway8Dizionario biografico degli italiani, vol.mwaza 3, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1961.
cite-note-44. ↑ mwazq(mwazumwazyEN) Clarence Kennedy, Elizabeth Wilder Weismann, mwazcThe Unfinished Monument by Andrea del Verrocchio to the Cardinal Niccolo Forteguerri at Pistoia., in mwazgStudies in the History and Criticism of Sculpture, VII, mwazkPeleo Bacci, 1939, pp.mwazo 233 e segg..
cite-note-55. ↑ mwaz4Laura Casone, mwaz8mwaaaMonumento funebre - Sepolcro del cardinale Niccolò Forteguerri (particolare), in mwaaeLombardia Beni Culturali, Milano, Regione Lombardia, 2009. mwaaiURL consultato il 24 giugno 2023.
cite-note-66. ↑ mwaayAlberto Busignani, mwaacVerrocchio, in mwaagI diamanti dell'arte, vol.mwaak 8, Firenze, Sadea Sansoni, 1966, pp.mwaao 38-39.
Bibliografia
• mwaa4Giorgio Vasari, Andrea Verrocchio. Scultore Fiorentino, in Luciano Bellosi e Aldo Rossi (a cura di), Le Vite de' piu eccellenti architetti, et scultori italiani, da Cimabue, insino a' tempi nostri, presentazione di Giovanni Previtali, I, Lorenzo Torrentino. Firenze, Torino, Einaudi, 1991 [1550], pp. 445-451, ISBN 88-06-12787-X.
• citerefei-andrea-del-verrocchioCarlo Gamba, VERROCCHIO, Andrea del, in Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1937. URL consultato il 1º luglio 2016.
• mwabeLuigi Grassi, ANDREA di Michele, detto il Verrocchio, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 3, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1961. URL consultato il 1º luglio 2016.
• mwabmSara Taglialagamba, Verrocchio, in Inserto redazionale di Art e Dossier n. 333, giugno 2016, Firenze - Milano, Giunti, 2016, ISBN 978-88-09-99195-8.
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Collegamenti esterni
• citereftreccani-itVerròcchio, Andrea del, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefsapere-itVerròcchio, Andrèa del-, su sapere.it, De Agostini.
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• citerefcyclop-dia-of-biblical-theological-and-ecclesiastical-literature(EN) Andrea del Verrocchio, in Cyclopædia of Biblical, Theological, and Ecclesiastical Literature, Harper.
• citerefbewebAndrea del Verrocchio, su BeWeb, Conferenza Episcopale Italiana.
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• citerefcatholic-encyclopedia(EN) Andrea del Verrocchio, in Catholic Encyclopedia, Robert Appleton Company.
• (EN) Andrea del Verrocchio, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.
• mwaboVerrocchio, il maestro di Leonardo mwabsArchiviato il 24 luglio 2019 in Internet Archive.